Saluto a Valter Pedemonte

CIAO VALTER

ValterEravamo poche decine di persone ieri in basilica ad attenderti, Valter.”Domenica pomeriggio: la gente ha altro a cui pensare”. Invece il suono di una musica solenne ci ha chiamato fuori ed era la Società Filarmonica Guido Moretti che ti stava accompagnando al commiato. La banda stessa che alcuni anni fa era anche accanto alla tua cara mamma Maria. Quanta gente con te e intorno a te! Autorità civili, militari e religiose come per i “grandi”.  Forse perché grande era la tua umile semplicità. Tante lacrime sui volti dei presenti esprimevano quel “ti vogliamo bene” che poche volte ti abbiamo detto. “Lasciate che i più piccoli vengano a Me”, mai quelle parole mi sono apparse così chiare.

(Marco Pesce: Facebook)

Mons. Prevosto nella sua omelia ti ha ricordato così:

Era tornato da pochi giorni dall’ultimo pellegrinaggio a Lourdes, dove la Madonna lo chiamava ogni anno, e dove, con la semplicità del più piccolo dei suoi figli, Valter andava, aspettando per mesi con entusiasmo quell’incontro.

            E la Madonna lo è venuto a trovare, quasi a restituirgli quelle visite fatte a Lourdes, che lui tanto amava, e lo ha portato con Sè nella Casa del cielo.

            Lo ha fatto improvvisamente, lasciandoci tutti esterrefatti e attoniti, ma ben radicati nella certezza di fede che Valter è felice tra le braccia della Mamma celeste,  avendo ritrovato anche la  sua Mamma della terra, scomparsa alcuni anni fa e che lui sempre ricordava.

            Durante il pellegrinaggio a Lourdes mi mandò un messaggio sulla segreteria telefonica, che tuttora conservo nel telefono: mi disse che ricordava nella preghiera davanti alla Grotta di Massabielle, tutti noi della parrocchia, e che era contento di essere lì.

            Da mesi la sua salute era peggiorata: il diabete avevo reso le sue gambe un’unica piaga, ed anche il cuore soffriva di grande affaticamento, tanto che le visite al Pronto Soccorso erano diventate più frequenti; fino a quell’ultima di circa un mese fa, e ancora una volta, testardo, non aveva voluto farsi ricoverare, nonostante i miei consigli e quelli di chissà quanti altri…

            Si ricordava questo proprio, ieri mattina, con l’affezionato Antonio, quando mi ha consegnato le chiavi della basilica, che ormai, a Valter, non serviranno più.

                                                                            ***

            La Parola di Dio ci provoca, anche attraverso alle letture di questa domenica e ci parla di Gesù-Messia, Gesù-Salvatore, il Figlio di Davide verso cui tutti noi, ciechi e bisognosi, pertanto, di luce, gridiamo dall’abisso del dolore, dal profondo anche di questa morte: de profundis clamavi ad te, Domine …

            Di fronte al mistero della morte, all’evento morte, anche noi siamo tutti ciechi; anche noi, con la fede provata e fragile, urliamo come Bartimeo, il cieco del Vangelo: Figlio di Davide abbi pietà di me (Mc 10, 48  ).

            Figlio di Davide, Gesù, che senso ha questa morte così improvvisa? Valter era uno di noi … sembra strano pensare che non lo vedremo più in questa chiesa, in questa città: lui con il suo motore elettrico rosso …  lui  con la sua andatura ciondolante, la sua semplicità quasi fanciullesca a volte, e così piagnucolante altre… ma questo era Valter e gli abbiamo voluto bene così.

            Io non so come sarebbe stata la sua vita da oggi in avanti; la sua salute, a dire il vero, ormai mi dava molte perplessità; soprattutto credo che non sarebbe passato molto tempo prima di perdere l’uso delle gambe.

            Forse il Signore, nella sua lungimirante sapienza, lo ha preso con sè al momento giusto, prima che la sua vita diventasse vera sofferenza, vero dolore, e lui dovesse subire il vedersi ridotto all’impotenza.

            Lo voglio vedere con gli occhi della fede, che ci guarda dal regno di Dio, e forse ora sta piangendo, come spesso la sua sensibilità lo portava a fare, ma di gioia, nel vederci qui accanto a lui così tanto numerosi.

            E credo che il suo spirito continuerà ad aggirarsi in questa chiesa, che fu sua, e la sua sarà una presenza di luce per la nostra vita, per la vita di questa nostra parrocchia che ha amato tanto.

            E proprio la luce è la grande protagonista del vangelo di questa domenica: il cieco nato riacquista la luce; ma non soltanto quella degli occhi, la vera luce è un’altra ed è la stessa luce che promana dal sepolcro vuoto di Cristo risorto, che vince le tenebre della morte e ci richiama con Sè alla vita eterna: la vera luce è Cristo!

            Il corpo esanime di Valter, per l’ultima volta fisicamente tra noi, vegliato dai suoi lumini, accesi qui per lui, è ormai immerso nella luce della risurrezione.

            Con questa liturgia pasquale, vigilia di resurrezione, lo accompagnamo nell’ingresso della Vita vera.

            C’è solo un’ultima cosa che dobbiamo fare, forse la più difficile: lasciarlo andare col Signore …

            Nel Vangelo di oggi la folla lancia un messaggio al cieco che, stanco di gridare verso Gesù, sta iniziando a tacere e gli dice: Alzati! Ti chiama!.

            Per noi, oggi, lasciar andare Valter significa fare la stessa  cosa che ha fatto quella folla: e allora …

            “Alzati, Valter, va’ … ti chiama!

            Alzati dalla polvere della morte

            e cammina verso la risurrezione:

            Va’ incontro a Cristo, il Figlio di Davide,

            il Messia, l’Unico che ha parole di Vita eterna,

            parole di vita eterna per te, per me,

            per tutti gli uomini: segui la sua voce!

            Alzati, Valter, va’ … ti chiama!

            Egli è la strada, la verità,  la Vita piena …

            Egli, il Cristo, è la pienezza della felicità,

            della gioia  e ti chiama a condividere il suo regno.

            Alzati , Valter, va’… ti chiama!

            Va’ … ed entra nella luce”.

L'Autore

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