Domenica 22 novembre: Festa di S.Caterina

Festa di S. Caterina Vergine e Martire

Titolare della Confraternita

Domenica 22 novembre alle 15.00 è stato celebrato il canto, in gregoriano,  dei vespri, presieduti dal Canonico Cuneo, a cui ha fatto seguito la processione nel centro storico con la statua della Santa, i Cristi della Confraternita, la banda filarmonica cittadina. Al termine della Processione il Can. Cuneo in una breve omelia ha raccontata la storia della patrona.
Della vita di Santa Caterina d’Alessandria (287 – Alessandria d’Egitto, 305) vergine e martire, si sa poco ed è difficile distinguere la realtà storica dalle leggende popolari. Parlano di lei alcuni testi redatti tra il VI e il X secolo, cioè tardivi rispetto all’anno 305, indicato come quello della sua morte. Ed ecco come emerge la sua figura da questi racconti. Caterina è una bella diciottenne cristiana, figlia di nobili e vive ad Alessandria d’Egitto. Qui, nel 305, arriva Massimino Daia, nominato governatore di Egitto e Siria (che si proclamerà “Augusto”, cioè imperatore, nel 307, morendo suicida nel 313). Per l’occasione si celebrano feste grandiose, che includono anche il sacrificio di animali alle divinità pagane. Un atto obbligatorio per tutti i sudditi, e quindi anche per i cristiani, ancora perseguitati. Caterina si presenta a Massimino, invitandolo a riconoscere invece Gesù Cristo come redentore dell’umanità, e rifiutando il sacrificio. Massimino allora convoca un gruppo di intellettuali alessandrini, perché la convincano a venerare gli dèi. Ma è invece Caterina che convince loro a farsi cristiani. Per questa conversione così pronta, Massimino li fa uccidere tutti, poi richiama Caterina e le propone addirittura il matrimonio. Nuovo rifiuto, sempre rifiuti, finché il governatore la condanna a una morte orribile: una grande ruota dentata farà strazio del suo corpo.
Un nuovo miracolo salva la giovane, che poi viene decapitata: ma gli angeli portano miracolosamente il suo corpo da Alessandria fino al Sinai, dove ancora oggi l’altura vicina a Gebel Musa (Montagna di Mosè) si chiama Gebel Katherin. Questo avviene il 24-25 novembre 305. E alcuni studiosi ritengono che il racconto leggendario indichi, trasfigurandola, un’effettiva traslazione del corpo sul monte, avvenuta però in epoca successiva. Dal Gebel Katherin, infine, e in data sconosciuta, le spoglie furono portate nel monastero a lei dedicato, sotto quel monte.
All’omelia ha fatto seguito la benedizione con la reliquia della santa e la distribuzione delle tradizionali gallette.
Questa tradizione è molto antica: in ricordo del martirio della Santa, da secoli, vengono distribuite le “gallette benedette” che hanno la forma di una ruota, in ricordo del martirio a cui fu sottoposta la Santa alessandrina.
Queste gallette facevano parte delle provviste che i marinai solevano portare nel corso dei lunghi periodi di navigazione sui bastimenti, in quanto potevano conservarsi a lungo, ed inoltre, si dice, che venissero gettate tra le onde per placare il mare quando era mosso.

 

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