Catechesi itinerante

Le opere di misericordia

Vestire gli ignudi, accogliere gli stranieri

Terza catechesi sulle “Opere di Misericordia” tenuta da S.E. Mons. Guglielmo Borghetti, Vescovo Ausiliario di Albenga e Imperia, il 14 aprile 2016 a Pietra Ligure su “Vestire gli ignudi, accogliere i pellegrini”.

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Il nostro Pastore ci ha ha aiutato a riflettere, in quest’anno giubilare della Misericordia, sulle “opere di Misericordia” affinchè, come dice il Papa, “possiamo capire se viviamo o no come suoi Discepoli”.
Il filo conduttore di queste catechesi nei vicariati è quel brano di Vangelo di Luca “siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro che è nei Cieli“. Oltre a contenere un comando questa espressione contiene la “rivelazione di una possibilità“: il cristiano può partecipare alla misericordia di Dio in quanto nel battesimo è stato inserito come figlio nel Figlio. E’ la partecipazione alla vita divina che ci da questa possibilità, altrimenti negata.
Secondo il linguaggio biblico “la misericordia si fa“. S. Luca dice “va e anche tu fa lo stesso“. Non si chiacchiera di misericordia: la misericordia è “AGIRE“: non si può amare solo con le parole ma con i fatti, non è solo un sentimento!!!. Sull’esempio di “Dio Trinità, che è amore assoluto che quando agisce, creando, si rivela “misericordioso”: l’essere di Dio è amore, l’agire di Dio è Misericordia.
Una definizione di Misericordia potrebbe essere “volontà di entrare nel Caos degli altri”. Dio crea: dal Caos (disordine) fa passare la realtà al Cosmos (ordine).

Quindi partecipare all’essere di Dio, in forza del battesimo vuol dire diventare capaci di agire misericordiosamente.
Questa premessa, sviluppata nelle due serate precedenti, è fondamentale: se la si perde di vista  le “opere” di misericordia sono “emozionalismo, sentimentalismo e moralismo della peggior fatta”.

Nel seguito della serata S.E. ha affrontato specificatamente e dettagliatamente il tema di due opere di Misericordia “vestire gli ignudi e alloggiare i pellegrini (i forestieri, come dice il Papa)”.
Sono gesti che riprendono il Gesto della Creazione, il Gesto dell’Incarnazione.

Atti che non devono essere “gestini”, distaccati, disinnestati dal GESTO fondamentale che è “l’incontro con l’altro

Ascolta la meditazione

 

Incontro con S.E.Mons. Borghetti

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