Cenni Artistici

La Facciata

Facciata

Facciata

Opera monumentale, la Basilica si presenta in tutta la sua imponenza, con la facciata barocca rinascimentale, realizzata nella seconda metà degli anni dell’ottocento, compresa tra due campanili gemelli, di 33 x 33 metri con guglie sormontate dalla croce.

La facciata, che inizialmente aveva un unico campanile a monte, fu completata, su disegno dell’ingegnere Padre Ampognani dei Minori Osservanti, nel 1863 (capomastro Giuseppe Giobellini).

Stemma disegnato sul sagrato.

Stemma disegnato sul sagrato.

 

 

 

 

Il nuovo e moderno impianto di illuminazione della facciata fa risaltare i fregi, le volte e gli archi e permette una stupenda visione d’insieme del monumento.  E’ inoltre presente un impianto elettro-acustico anti-piccioni.

Davanti alla porta centrale della chiesa  c’è un selciato, realizzato nel 1791 con pietre bianche e nere sul quale è raffigurato lo stemma dell’antico borgo della Pietra.

 

 

Sopra i portali si possono ammirare  i gruppi  statuari di San Pietro, di San Nicolò  e di San Paolo.

S.Pietro

S. NicolòS. Paolo

L'Interno

Affresco della cupola

Affresco della cupola

Entrando, si può ammirare la grandiosità della navata unica, in stile romano, con l’immensa volta a padiglione, le pareti e cappelle coperte di decorazioni, sculture, figure e medaglioni eseguiti in affresco, il cui restauro è terminato nel 2013. La luce, filtrata dalle sedici vetrate a colori, arricchisce ogni particolare senza rompere il raccoglimento. Nella volta lunga – 56 metri, larga 28 e alta 25 – è rappresentata, in un grandioso affresco opera del pittore genovese Luigi Sacco (1862) la scena del Paradiso, con San Nicolò che chiede a Nostra Signora del Soccorso di intercedere presso la SS. Trinità per la liberazione della città dalla peste.

In mezzo ai quattro piloni della navata centrale si trovano le nicchie con le statue dei quattro Evangelisti  . Nelle nicchie laterali delle cappelle maggiori appaiono invece quattro Dottori della Chiesa. Tutte queste sculture sono di Antonio Brilla (1870). Le pareti, decorate dai pittori Angelo Novaro e Luigi Sacco, rappresentano scene dei miracoli di San Nicolò e figure di Virtù, Angeli, Santi e Profeti.

Organo

Organo

Sopra il portone dell’ingresso centrale è sistemato l’organo di 1940 canne, 27 pedali e 29 registri, costruito ai primi del ‘900.

A destra del portone c’è la Cappella-grotta di N.S. di Lourdes, costruita nel 1890.

A sinistra c’è la Cappella del Battistero in cui si può ammirare il prezioso Crocifisso dello scultore A. Maragliano, proveniente dall’antico Oratorio demolito nel 1940 per il passaggio della statale Aurelia. Questa chiesetta, inizialmente dedicata alla Concezione, fino al 1796 fu sede dei disciplinanti, e dopo essere stata semidistrutta dai francesi, nel 1816 venne concesso alla Confraternita di S. Caterina che lo officiò fino alla sua demolizione. Sullo sfondo un affresco di M. Gachet (1912) rappresenta il battesimo di Gesù al Giordano.

Statua Assunta (particolare)

Statua Assunta (particolare)

Nella nicchia che si trova vicino all’ingresso laterale a mare, c’è la statua processionale di N.S. Assunta, scolpita dal Brilla. Proseguendo verso l’altare troviamo la cappella dedicata a Sant’ Isidoro, patrono degli agricoltori, sormontata da una pala di autore ignoto. Il “cappellone” seguente è dedicato a N.S. Assunta in Cielo. La tela che sovrasta l’altare, firmata “ZIGNAGO 1795”, raffigura l’Assunzione di Maria con Sant’ Erasmo alla sua destra e Santa Chiara alla sua sinistra.

L’ultima cappella laterale a mare è arricchita da una preziosa pala di Antonio e Battista Montanari (1606) che rappresenta il Crocifisso con San Giovanni Evangelista sulla destra e Santo Stefano sulla sinistra. Inginocchiata e avvinghiata alla croce appare Maria Maddalena.
A fianco dell’altar maggiore sovrastata da un cupolino, troviamo la cappella, un tempo assegnata alla “compagnia dei marittimi” e a tutti i Capitani e ufficiali dei bastimenti pietresi, dedicata a Sant’ Antonio Abate. La pala sopra l’altare è di Domenico Piola (1661) e raffigura i Santi Antonio e Paolo, entrambi anacoreti mentre la tela a mare raffigura San Vincenzo Ferreri. Dietro l’altar maggiore troviamo un imponente coro ligneo che, con il pulpito, fu qui trasportato dalla Cattedrale di Marsiglia, durante la Rivoluzione Francese.

Frontone dell'abside

Frontone dell’abside

Nell’abside, si può ammirare un pregevole frontone che racchiude, in una nicchia, la tavola con l’effige di San Nicolò del Barbagelata (1498) restaurata nel 2009 e, nella parte inferiore, quattro urne con le reliquie di Santi Martiri (“Corpi Santi”). In occasione della festa patronale di San Nicolò del 2009 è stato inaugurato il nuovo Altare Maggiore in marmo, opera dei fratelli Stalla famosi marmorini genovesi che lo realizzarono intorno al 1720, donato dal capitolo della cattedrale di Albenga su interessamento del Parroco Don Fusta. A sinistra dell’altar maggiore c’è la cappella del Sacro Cuore, In cui attualmente è conservato il SS. Sacramento, anch’essa sovrastata da un cupolino. Sulla pala è raffigurato Nostro Signore che mostra il Sacro Cuore, adorato da San Francesco di Sales e da San Luigi Gonzaga, (Stefano Casabona, 1791). Nella parete è immurato un pregevole tabernacolo gotico del XIV secolo sopra il quale c’è una tela, proveniente dall’Oratorio dell’Annunziata, detta della “Virgo Potens”, in cui sono raffigurati San Pietro da Verona Martire e Sant’ Antonio da Padova.

Battistero

Battistero

La prima cappella a monte è dedicata alla deposizione di Cristo dalla Croce (pala di autore ignoto). Sotto l’altare la statua di Gesù morto che viene portata in processione il Venerdì Santo. Il “cappellone” seguente è dedicato a San Giuseppe. Il dipinto, proveniente dalla Chiesa Vecchia, raffigura la Sacra Famiglia durante la fuga in Egitto. Sotto la pala vi è l’effige della Madonna del Buon Consiglio, anch’essa proveniente dalla vecchia Chiesa parrocchiale. L’ultima cappella è dedicata a San Francesco di Assisi. La pala dell’altare rappresenta le stigmate di San Francesco ed è attribuita al pittore genovese Castellino Castello (1579-1645). Sulla destra di questa cappella si apre un corridoio, al centro del quale si trova un piccolo quadro, di pregevole fattura, che rappresenta la Madonna della Salute.  Nella nicchia vicino all’ingresso laterale si può infine ammirare la statua di San Nicolò, scolpita dal Brilla, chiamata dal popolo “San Nicolò d’Inverno”.

Le Vetrate

Vetrata sopra portone centrale, Il calice Eucaristico con S.Giovanni e S.Paolo

Vetrata sopra portone centrale, Il calice Eucaristico con S.Giovanni e S.Paolo

16 sono le vetrate policrome della Basilica,  per una superficie totale di circa 120 metri quadrati. 

Con il bombardamento del 14 luglio 1944 che distrusse il quartiere Aietta, quasi tutte le vetrate, a causa dello spostamento d’aria, andarono in frantumi. Da subito, si iniziarono le riparazioni e nel corso degli anni vi furono diverse migliorie. Le vetrate, perfettamente rimesse a nuovo, si poterono ammirare solo nel 1991.

La prima vetrata costruita, di circa 25 metri quadrati,  è quella che appare sulla facciata: vi sono rappresentati il Calice Eucaristico al centro, con San Giovanni Battista e San Paolo ai lati.
L’autore è sconosciuto, ma tale vetrata è ritenuta la più pregiata di tutta la serie per fattura e colori e risalirebbe agli anni 1920-30.

Intorno agli anni 1933-35 anche le altre finestre della chiesa, vennero dotate di vetri colorati a scopo decorativo.
Risale infatti a quell’epoca la serie delle vetrate minori, poste rispettivamente sopra le porte laterali, sulle quattro cappelle minori e sui due cupolini del transetto.

Queste finestre colorate sono costruite con una complessa e antica tecnica definita con il termine francese grisaille (chiaro-scuro) che consente all’artista di creare disegni, ombre e sfumature sui vetri in precedenza colorati.

Nel corso del restauro del 2000, vennero aperte altre 6 finestre – quattro nella navata centrale e due nella zona del presbiterio – al fine di portare maggiore luce all’interno della Basilica. Per questo motivo, sono rimaste trasparenti.

Le Campane

Nel 1814, al termine della dominazione napoleonica, vennero collocate sul campanile a monte le prime tre campane realizzate dalla fonderia Bozzoli di Genova.

campana Nel 1964 nella cella superiore dello stesso campanile venne trasferito, dal campanile a mare, il campanone del peso di 1040 kg, costruito nel 1878 dalla fonderia Boero di Genova.

Per la consacrazione a Basilica (8/7/91), venne installata la campana maggiore (la campanassa). Nel 1986 – 1987 sul campanile a mare venne installato un carillon di 8 campane in Sol maggiore. In occasione dell’ultimo restauro, sono stati riparati anche i due angeli segnavento posti sulla croce di entrambi i campanili.

???????????????????????????????L’impianto di automazione che fa rintoccare e suonare a distesa le 13 campane della Basilica è azionato da una moderna centralina computerizzata la Jubileum Tertium Millennium della ditta Trebino di Uscio (GE), installata in sacrestia.

Maggiori informazioni si possono trovare nella trascrizione della Conferenza sulle Campane  tenutasi nella Basilica di San Nicolò nel dicembre 2014 in occasione del duecentesimo anniversario della loro installazione.

I Portali

Quattro sono i portali in bronzo realizzati dal 1986 al 1995, in occasione del secondo centenario della Basilica. Realizzati  dallo scultore Andrea Monfredini, furono ideati dall’allora Prevosto Monsignor Luigi Rembado.
Tre sono sulla facciata, uno sulla via Matteotti.
Maggiori informazioni posso essere trovati nell’opuscolo sui portali in bronzo della Basilica.

 

centrale

Portone Centrale

Dio ama il mondo e lo salva (Inaugurato l’8/7/1986)

La storia cristiana (Paradiso terrestre, Natale, Passione, Resurrezione, Pentecoste, Concili ecumenici),

La vita di San Nicolò (San Nicolò Pastore del popolo che salva i naviganti, risuscita i tre fanciulli, dà la dote alle tre giovani, è incoronato in Paradiso).

La storia pietrese (San Nicolò guida i Pietresi alla salvezza, li libera dalla peste (8/7/1525), salva la nuova chiesa dai bombardamenti il 29 giugno 1944, dopo la guerra Pietra cresce e prospera in pace)

 

 

a-monte

Porta verso Monte

(Inaugurata il 6/12/1992)

Gesù ci salva con la Parola (Gesù nel tempio con i maestri; Gesù entra in casa di Zaccheo)

Gesù ci salva con il pane (Lo moltiplica; lo cambia nella sua carne)

Dio rinnova l’uomo (Con i Sacramenti e con le Virtù Teologali e Cardinali)

 

 Porta verso Mare

Andate in tutto il mondo (inaugurata il 15/8/1995)

Evangelizzazione (La barca di S. Pietro = la Chiesa; Madonna As­sunta = modello e sorgente)

Consacrazione del mondo (Famiglia piccola Chiesa; lavoro e preghiera; cultura e pace)

Opere di misericordia spirituale (Istruire e consigliare; pre­gare e perdonare; sopportare con pa­zienza; consolare gli afflitti; confortare i peccatori; provvidenza)

Opere di misericordia corporali (Dare da mangiare agli affamati, fare l’elemosina ai poveri, ospitare i senza tetto, vestire chi ha bisogno di indumenti, visitare gli ammalati, visitare i carcerati).

 

 

lateralePortoncino in Via Matteotti

Lodate il Signore,  popoli tutti (Inaugurata il 6/12/1992)

Stemma di Pietra Ligure: Croce sui tre monti

Stemma di Genova: Croce tra i grifoni

Globo terrestre  attraversato dalla Croce e illuminato dallo Spirito Santo

l 5 continenti: Africa, Asia, America, Europa, Oceania