BENEDIZIONE DEGLI ANIMALI – 23/01/2022

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PERCHE' SI BENEDICONO GLI ANIMALI

L’usanza di benedire gli animali in occasione della festa di S. Antonio ha origine contadine.
Sebbene la società attuale si sia modificata, l’usanza rimane ed è necessario fare alcune considerazioni per cercare di comprendere il senso delle benedizioni alla luce della fede.
Potremmo classificare le benedizioni distinguendole in benedizioni sulle persone (clero, sposi, penitenti, catecumeni, malati), sulle cose destinate al culto (dalle chiese agli altari, dalle suppellettili per la celebrazione eucaristica all’acqua, dall’olio al sale) e su quegli elementi necessari per la vita dell’uomo (animali, case, attrezzi di lavoro, semine, primizie).
Alcune benedizioni sono dette “costitutive” cioè conferiscono alla persona o all’oggetto un carattere sacro, togliendole dall’uso comune o profano. Pensiamo alla benedizione di un calice per la celebrazione eucaristica, un edificio destinato al culto.
Altre sono dette “invocative” non ne cambiano l’uso ma chiedono un particolare sguardo da Dio verso quel bene spirituale o materiale, come il cibo prima di essere mangiato.
L’efficacia spirituale delle benedizioni dipende dalla disposizione di chi la riceve e come dice nelle premesse il libro “Benedizionale”, ha sempre di mira l’uomo anche quando si benedicono le cose e i luoghi che si riferiscono all’attività umana.
L’uomo infatti, per il quale Dio ha voluto e ha fatto tutto ciò che vi è di buono, “è il depositario della sua sapienza e con i riti di benedizione attesta di servirsi delle cose create, in modo che il loro uso lo porti a cercare, ad amare Dio.”
La benedizione degli animali, che la tradizione popolare aveva collegato con la festa liturgica del monaco Antonio, era sorta proprio in sintonia con questa prospettiva di fede. Bisogna dire che ancora oggi nelle campagne la tradizione antica è rimasta viva; la fede contadina continua a rivolgersi a Dio perché benedica e protegga quegli animali per mezzo dei quali l’uomo si procura il sostentamento necessario, nella fatica di ogni giorno.
Nella nostra società cittadina e moderna sono profondamente mutati i parametri e i rapporti. Però resta sempre un sottofondo di fede nel desiderio di portare a benedire gli animali cosiddetti di compagnia. Infatti secondo il progetto di Dio, l’uomo è stato collocato nel mondo perché ne sia il custode e quasi il suo luogotenente: «Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse» (Gn 2,15). In questo compito l’uomo si trova accanto compagni di strada che condividono con lui l’alito di vita, come lui sono esseri viventi, ai quali ha imposto un nome.
È sull’uomo che chiediamo scenda la benedizione di Dio, sull’essere umano creato a immagine di Dio, creato maschio e femmina. Questa basilare gerarchia di valori non dovrebbe mai essere dimenticata.

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