"L’Eucaristia si colloca nel cuore dell’«iniziazione cristiana», insieme al Battesimo e alla Confermazione, e costituisce la sorgente della vita stessa della Chiesa. Da questo Sacramento dell’amore, infatti, scaturisce ogni autentico cammino di fede, di comunione e di testimonianza…”
(Papa Francesco, Udienza Generale – Mercoledì, 5 febbraio 2014)
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GIOVANNI 6:41-51 / 52-56
41 Intanto i Giudei mormoravano di lui perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo».
42 E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui conosciamo il padre e la madre. Come può dunque dire: Sono disceso dal cielo?».
43 Gesù rispose: «Non mormorate tra di voi.
44 Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
45 Sta scritto nei profeti: E tutti saranno ammaestrati da Dio. Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me.
46 Non che alcuno abbia visto il Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre.
47 In verità, in verità vi dico: chi crede ha la vita eterna.
48 Io sono il pane della vita.
49 I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti;
50 questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
51 Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
52 Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
53 Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita.
54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
55 Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
56 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui.
L'Eucaristia:
Le due frasi: “Io sono il pane disceso dal cielo” (Gv 6, 41) e “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Gv 6, 54), racchiudono il senso dell’Eucaristia. Gesù, chiarisce che quel pane in realtà è Lui stesso e che l’Eucaristia non è un simbolo, ma è Lui presente nelle specie del pane e del vino.
Questo viene confermato quando Gesù celebra la Pasqua e istituisce l’Eucaristia. Il collegamento con il discorso di Cafarnao è evidente:
“Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me” e “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi” (Lc 22, 19-20).
Queste sono le parole che Cristo, attraverso il sacerdote, ripete nel momento della consacrazione in ogni Santa Messa
