Domenica 7 Giugno 2026
Solennità del CORPUS DOMINI
La festa del Corpus Domini (Il Corpo del Signore) venne istituita nel 1246 in Belgio grazie alla visione mistica di una suora di Liegi, la beata Giuliana di Retìne.
Con la bolla “Transiturus” dell’11 agosto 1264 fu estesa a tutta la cristianità da Papa Urbano IV, dopo il miracolo eucaristico di Bolsena, nel quale, dall'ostia, uscirono alcune gocce di sangue, per testimoniare la reale presenza del Corpo di Cristo.
Si festeggiava il giovedì dopo la SS. Trinità. In alcuni Paesi, come l'Italia, la festa è stata spostata alla domenica successiva. Durante la liturgia si canta il "Pange lingua", un bellissimo inno composto dal grande teologo S. Tommaso d’Aquino.
Come da tradizione, il SS. Sacramento verrà trasportato per le strade di Pietra Ligure.
Si invitano tutti gli abitanti delle vie ad esporre drappi, tappeti, tovaglie decorate, luci, lumini e fiori ai balconi e alle finestre e ad addobbare le strade.
Però Gesù, presente nell’Eucarestia, non vuole limitarsi a passare per le nostre vie adornate a festa: egli ci chiede di partecipare a questo atto di adorazione sforzandoci di contribuire alla trasformazione del mondo.
Egli vuole entrare in ciascuna delle nostre case, vuole restare nelle nostre famiglie. Ci chiede di spalancare a Lui le porte del nostro cuore, di impegnarci a vivere secondo il Vangelo lasciando da parte rancori, gelosie e rivalità, diventando anche noi “nuovo pane di speranza”.
Nella catechesi prima della preghiera dell’Angelus, pronunciata il 22 giugno 2025 nella solennità del Corpus Domini, Leone XIV ricorda come Cristo si fa dono per noi e che siamo chiamati ad accogliere il suo amore.
22 Giugno 2025
I doni di Dio
Il Pontefice si sofferma sul Vangelo del giorno tratto da Luca - che racconta il “risultato sorprendente” della moltiplicazione dei pani e dei pesci - per sottolineare come “il miracolo, al di là del prodigio", è un “segno” e “ci ricorda che i doni di Dio, anche i più piccoli, crescono tanto più quanto più sono condivisi”. “Pensiamo a come è bello, quando facciamo un regalo – magari piccolo, proporzionato alle nostre possibilità – vedere che è apprezzato da chi lo riceve”, riflette il Papa, aggiungendo che “siamo contenti” quando vediamo che “quel dono ci unisce ancora di più a quelli che amiamo”.
Ebbene, nell’Eucaristia, tra noi e Dio, avviene proprio questo: il Signore accoglie, santifica e benedice il pane e il vino che noi mettiamo sull’Altare, assieme all’offerta della nostra vita, e li trasforma nel Corpo e nel Sangue di Cristo, Sacrificio d’amore per la salvezza del mondo
Isabella H. de Carvalho – Città del Vaticano
